• Degustazioni
    51 vignaioli
    e 5 produttori di birra

Orari di apertura delle degustazioni

Venerdì 16 Marzo: dalle ore 17:00 alle ore 22:00
Sabato 17 Marzo: dalle 15:00 alle 21:00
Domenica 18 Marzo: dalle 14:00 alle 20:00

Ricordiamo a tutt@ che l’accesso alle degustazioni sarà possibile tutti i giorni del festival fino ad un’ora prima della chiusura dei sotterranei!!!

fumare nuoce alla degustazione

L’azienda nasce ufficialmente nel 2002-03, quando mia madre decide di riprendere in mano la masseria di famiglia di fine 1700-primi 1800 che rischiava di essere ceduta dopo essere stata data in affitto ad un mezzadro.

Seguendo le preziose indicazioni dei nonni, pianta nuovamente il vigneto accanto alla masseria, la varietà scelta è rigorosamente Primitivo di Gioia del Colle, varietà autoctona per eccellenza.
Si sceglie il terreno, la modalità di impianto, la distanza tra le piante (che, testuali parole, “devono avere spazio vitale per respirare e non stare addossate le une alle altre”, con la finalità di massimizzare l’investimento) e via dicendo.
Dopo la vigna, segue la piantumazione di una serie di alberi da frutto e ornamentali tipici del territorio (ulivi, melograni, peschi, fichi, giuggioli, mandorli, ciliegi, amarene, ma anche allori, corbezzoli, carrubo, oleandri), con lo scopo di ripristinare lentamente la struttura restituendole la bellezza che la caratterizzava.
Nonostante fossi alle prese con gli studi universitari in Medicina e Chirurgia, condivisi l’idea di mia madre di far rivivere questa struttura, della quale avevo ricordi meravigliosi, avendo trascorsi i mesi estivi in compagnia dei nonni, dalla fine della scuola alla vendemmia, che rappresentava per me un momento di gioia e di dispiacere (alla gioia della vendemmia faceva da contraltare la consapevolezza che, da lì a poco, sarebbe ricominciata la scuola).
I ricordi dei fichi secchi con le mandorle, il vin cotto di fichi cucinato a fuoco lento nel caminetto nel pentolone di rame, la passata di pomodoro fatta coi pomodori “datterini di Polignano” coltivati nel nostro orticello, i pomodori messi a seccare sulle sporte di vimini intrecciato, le cicerchie, il purè di fave, i sivoni e le cicorie (erbe eduli tipiche di questa zona) sono riemersi dalla memoria e sono diventati nuovamente una realtà gastronomica quotidiana o legata a periodi particolari dell’anno (come i mostaccioli e le fiorentine, dolci invernali tradizionali, e come le cartellate, dolci tipici natalizi).
La filosofia aziendale è improntata sul rispetto dell’ambiente, del territorio e delle tecniche colturali tradizionali.
Tutta l’azienda ed i suoi prodotti sono certificati biologici, e non abbiamo mai fatto uso di sostanze chimiche, fitofarmaci, pesticidi.
Attendiamo che l’Enel ci mandi l’autorizzazione a collegare l’impianto fotovoltaico che ci permetterà di essere autonomi per quanto riguarda la produzione di energia elettrica per le attività dell’azienda.
Cenni storici e geografici sul territorio (informazioni sintetiche): Gioia del Colle (usualmente Gioia, Sciòje in dialetto, è un comune in provincia di Bari con circa 28.000 abitanti, a circa 400 merti s.l.m. che, come si può evincere dal nome, sorge in una zona collinare denominata Murgia.
L’attuale abitato di Gioia del Colle nasce intorno ad un castello del circuito federiciano di origini bizantine.
Il suo nome deriva da Joha, riduzione del cognome Joannakis, famiglia bizantina presente in questi luoghi in età medioevale, ma sull’origine del toponimo ci sono molte opinioni e perfino leggende.
Una delle più famose è quella secondo cui la principessa Bianca Lancia, prima di essere rinchiusa da Federico, avrebbe perso tutti i suoi gioielli nel castello per poi non ritrovarli mai più: ciò attraverso un collegamento tra il nome Gioia del Colle le presunte gioie sparse in giro per il colle.
In questo castello fu rinchiusa Bianca Lancia durante la gravidanza di Manfredi di Sicilia perché sospettata di aver tradito Federico II. Sulla parete di una cella (nella quale molto probabilmente è stata rinchiusa la principessa) sono, infatti, scolpite delle forme che secondo la leggenda dovrebbero rappresentare i seni che Bianca Lancia si tagliò per il dolore di una tale umiliazione. Dopo aver partorito inviò su un piatto d’argento a Federico il presunto figlio illegittimo insieme ai suoi seni. Secondo altri questa è solo una leggenda.
Il territorio gioiese è stato sempre interessato da un’importante produzione vinicola, che nei secoli scorsi ha trovato mercato soprattutto in nord Italia ed in Francia, e casearia, con la famosa mozzarella presente su tutto il territorio nazionale.
Condizioni ambientali del posto e dell’area di produzione (eventuali rischi ambientali): tutta l’azienda è certificata biologica, incluso il vigneto.
Non ci sono rischi ambientali, visto che non ci sono discariche né industrie nelle vicinanze.
I miei principi e idealità di produttore: I miei principi di lealtà ed onestà ricalcano quelli dei miei genitori e dei miei nonni, che ho avuto la fortuna di conoscere e che mi hanno trasmesso l’amore per la terra ed insegnato a fare le cose con passione.
Faccio quello che dico e dico quello che faccio, nella vita, come nel lavoro.
La mia opinione sull’utilizzo di OGM: Parlare brevemente di un argomento che meriterebbe da solo una trattazione molto lunga ed elaborata, è cosa piuttosto difficile.
Diciamo che, avendo una forma mentis improntata sull’approccio scientifico, sono solito affrontare le questioni valutando i dati di fatto, più che l’emotività scaturita dal momento o dal vox populi.
Le mutate condizioni climatiche, originate anche dall’inquinamento umano, l’aumento della popolazione mondiale, la desertificazione e l’abbandono di una serie di aree rurali, la ricerca del benessere a tutti i costi, la necessità di sfamare e di trattare con rispetto tutte le popolazioni, portano a fare delle riflessioni più generali sull’approccio rispetto alla terra.
E’ fuori da ogni dubbio che in maniera più o meno naturale, una serie di vegetali ed animali, si siano incrociati tra loro, dando origine a specie nuove (vedi il mulo o i mapo, o tanta uva apirenica), ma è altrettanto evidente che l’intervento umano in queste modifiche fosse da sempre inteso a migliorare le caratteristiche fenologiche della pianta selezionata.
Dal punto di vista scientifico, è evidente che si possa puntare alla selezione di colture che possano attagliarsi meglio ai vari territori, ma è altrettanto evidente che alle spalle di queste ricerche ci sia purtroppo la ricerca di un profitto che va a scapito della gente e dei produttori, perché tende ad appiattire, ad annullare il rispetto per le biodiversità, le stagionalità, le tradizioni e la cultura.
Sono quindi contrario all’uso indiscriminato di OGM di ogni sorta, alla mancanza di apposite specifiche indicazioni sui prodotti che ne contengono anche in tracce, ma per non apparire quanto meno senza che prima non ci siano ricerche, anche trasversali e non allineate, che concordino sulla loro validità e non alternino l’ecosistema in cui vanno ad inserirsi.
Riporto una parte di un articolo che condivido appieno: (cit.)
“Non è certo una novità che in questi anni, per sostenere l’opportunità dell’introduzione nella produzione e nel consumo alimentare di colture e prodotti OGM e per mascherare i guasti e i rischi per la salute provocati dalla grande distribuzione agroalimentare, oltreché dall’evidente peggioramento della qualità del cibo in vendita, si sia più volte costruito campagne disinformative nei confronti del biologico e delle produzioni naturali. In fondo, di scienziati compiacenti agli interessi delle multinazionali, in questo caso delle lobbie agroalimentari, è costellato il mondo scientifico mondiale. E, quindi, via con studi atti a dimostrare l’inattendibilità della migliore qualità del cibo biologico rispetto a quello frutto della ricerca OGM o da produzione intensiva. E via con le informazioni sulla impossibilità di convertire la produzione agricola a questi sistemi pena un peggioramento delle condizioni alimentari delle popolazioni più povere e un impoverimento delle scorte per l’alimentazione di tutte le popolazioni del pianeta…e quant’altro ancora”.


Indirizzo: Via Vicinale Marzagaglia, 2603 – 70023 Gioia del Colle (BA)
Telefono: 338/3940830
Fax:
E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito internet: tenutapatrunoperniola.it

Proprietario: Isabella Perniola
Possibilità di visitare l’azienda: si, quasi tutti i giorni, previo appuntamento
Eventuali strutture ricettive: sto trasformando la masseria in agriturismo-masseria didattica, ed entro fine anno, saranno disponibili 5 appartamenti autonomi, con un minimo di 8 posti letto fino ad un massimo di 13-14.
Descrizione del nucleo famigliare e loro coinvolgimento nelle attività agricole (descrizione sintetica): L’azienda agricola è a gestione rigorosamente familiare. La proprietà è in parte di mia madre ed in parte di mio zio. La gestione è tutta a mio carico, con l’importante aiuto di mia madre.
Superficie coltivata totale (ettari): circa 34 ettari (2,7 ettari di vigneto, circa 1,5 ettari di uliveto, circa 28 ettari di seminativo e di altre colture/alberi)
Superficie coltivata a vigneto: 2,7 ettari circa
Altre colture: Piccolo frutteto con diverse cultivar locali, piccolo orto, entrambi per necessità familiari
Eventuali prodotti acquistabili in azienda: vino in bottiglia ed olio sfuso
Proprietà dei terreni: Tanto la masseria, quanto il vigneto, il piccolo frutteto e l’orto, sono di proprietà di mia madre, mentre l’uliveto ed i seminativi sono di proprietà di mio zio. Ho tutto in affitto.
Enologo o responsabile di cantina: ci segue l’enologo Benedetto Lorusso mentre tutto il lavoro in cantina è gestito da me.
Agronomo o responsabile conduzione agricola: gestisco da solo la conduzione agricola, sebbene non sia un agronomo.
Lavoratori fissi: nessuno
Lavoratori stagionali: in azienda, quando è necessario, l’aiuto mi viene fornito quasi esclusivamente parenti (zii, cugini, fratello)
Tipologia di contratto di lavoro utilizzata per i lavoratori fissi: nessuno
Tipologia di contratto di lavoro utilizzata per i lavoratori stagionali: nessuno
Ricorso a lavoro interinale: nessuno

Vini prodotti:
- DOC Gioia del Colle, tipo di vino: Primitivo di Gioia del Colle, nome: “Marzagaglia”
- IGT Rosso Puglia, tipo di vino: Primitivo di Gioia del Colle, nome: “Battaglio”
- IGT Rosso Puglia, tipo di vino: Primitivo di Gioia del Colle, nome: “Chirintana”
- DOC Gioia del Colle, Riserva, tipo di vino: Primitivo di Gioia del Colle, nome: “1821”
- IGT Puglia, tipo di vino: Verdeca, nome: “Striale”
- IGT Puglia, tipo di vino: Rosato, nome: “Ghirigori”

Numero totale di bottiglie prodotte (mediamente): circa 10.000 in totale
Vendita diretta in azienda (specificare si o no): si, e ci stiamo attrezzando per un piccolo punto vendita.
Vendita nella media e/o grande distribuzione (specificare si o no e se si in quali catene): no, non vendiamo tramite circuiti di grande distribuzione ma solo in enoteche, wine bar e ristoranti selezionati
Totale vendite ultimo anno (solo vino, fatturato e vendita diretta): circa 5.000 bottiglie

Prodotti autocertificati:
- Battaglio Primitivo IGT Puglia
- Chirintana Primitivo IGT Puglia
- Gioia del Colle Primitivo DOC Marzagaglia
- Gioia del Colle Primitivo Riserva DOC
- Striale Verdeca IGT Puglia

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